di Viola Ducati 25/03/26

Chiamarla “decrescita felice” l’ha resa simpatica. E forse anche innocua. Ma dietro quella parola c’è una delle teorie più radicali e scomode dell’economia politica contemporanea. Secondo la decrescita, i Paesi più ricchi dovrebbero ridurre deliberatamente la produzione e il consumo di risorse — non come effetto di una crisi, ma come scelta consapevole in risposta agli impatti sociali e ambientali negativi del sistema di accumulazione capitalistica, incapace di produrre benessere diffuso e garantire un futuro vivibile sul pianeta.
Ne abbiamo parlato con una ricercatrice e un attivista che da anni cercano di promuovere il dibattito sulla decrescita in Italia — e di renderla finalmente pericolosa.